Sommario:
1. Introduzione.
2. Poteri espropriativi e coinvolgimento degli operatori privati.
3. L’evoluzione della disciplina prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche.
4. Il procedimento espropriativo (bifasico) in materia di impianti di comunicazione elettronica.
5. Il ricorso all’espropriazione e la (im)percorribilità di soluzioni alternative.
6. Osservazioni conclusive.
Abstract:
The development of electronic communications systems, and especially of their network, is crucial to pursue the modernization of the digital infrastructure. Such infrastructural development is complex and uneven in Italy, with some geographical areas still experiencing market failure. Since the sector in question has long been based on facility-based competition, the challenge concerns mainly – but not only – private actors. In this perspective, the widespread development of the necessary infrastructure can benefit not only from the simplification of authorization procedures, but also from the use of expropriation powers, which, under the Electronic Communications Code, can in fact be exercised also by private entities. Offering a significant example of private exercise of public functions, the Code has nevertheless been recently repeatedly amended, delineating a peculiar expropriation procedure. However, the set of tools that the legal system provides to private operators is much more nuanced and articulated than the mere use of straightforward expropriation, with the consequence that the latter, according to the view proposed in this article, should represent a last resort, rather than an ordinary instrument. This is particularly due to the risk of self-interested behaviours on part of the private actors, possibly leading to conflicts of interest and to disregarding – or unreasonably damaging – relevant public and private interests.
In vista del completamento e dell’ammodernamento delle infrastrutture digitali, risulta cruciale lo sviluppo della rete e degli impianti di comunicazione elettronica. In Italia, l’assetto di tali infrastrutture è articolato e disomogeneo, residuando tuttora alcune aree geografiche di fallimento del mercato. Poiché il settore in questione si basa da tempo sulla facility-based competition, la sfida riguarda soprattutto – ma non solo – gli attori privati. In questa prospettiva, lo sviluppo capillare delle infrastrutture necessarie può beneficiare, oltre che della semplificazione dei procedimenti autorizzatori, anche del ricorso a poteri espropriativi, i quali ai sensi del Codice delle comunicazioni elettroniche possono essere esercitati anche da soggetti privati. Offrendo un significativo esempio di esercizio privato di funzioni pubbliche, tale disciplina è tuttavia andata incontro a numerose e stratificate modifiche, dalle quali risulta da ultimo un procedimento espropriativo del tutto peculiare. Il novero degli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione degli operatori privati è peraltro ben più articolato rispetto al mero ricorso all’espropriazione, talché quest’ultima, secondo l’analisi proposta, dovrebbe rappresentare un’extrema ratio, piuttosto che uno strumento ordinario per la realizzazione delle opere necessarie per il completamento dell’infrastruttura a rete. Ciò, in particolare, in ragione del rischio di conflitti di interesse e della conseguente pretermissione – o ingiustificata lesione – di rilevanti interessi pubblici e privati.
