Sommario:
1. Premessa.
2. Il momento genetico del servizio pubblico.
2.1. L’identificazione del bisogno.
2.2. L’istituzione del servizio.
3. Nuove prospettive per il principio di separazione tra regolatore e gestore.
3.1. L’affidamento esternalizzato del servizio pubblico.
3.2. L’affidamento diretto del servizio pubblico.
4. Il monitoraggio costante delle prestazioni erogate.
5. La diversa funzione del sistema di vigilanza e controllo in termini di adattabilità del servizio.
6. La digitalizzazione: uno sguardo al futuro.
Abstract:
The paper proposes a reinterpretation of the recent reform of local public services of economic relevance, placing the concept of collective need at the center as both the ‘foundation’ for public intervention and the organizing criterion for the entire service cycle, from establishment to management. Building upon the innovations introduced by Legislative Decree No. 201/2022, the contribution highlights how the legislator has proceduralized the establishment of services, strengthening the political and legal accountability of local authorities in identifying needs and selecting the most appropriate organizational arrangement to satisfy them. The analysis then turns to the renewed implications of the principle of separation between regulator and operator and the role of the service contract as a key instrument of user protection: through informational obligations, monitoring clauses, penalties, and user-compensation tools, it assumes renewed centrality in the context of the reform. The final section addresses the issue of adaptability of services provided in relation to continuously evolving requirements. This aspect is explored through the lens of rules on contractual modifications, demonstrating how the limitations of the Public Procurement Code may hinder timely adaptation of services. The paper concludes by underscoring the potential, still insufficiently realised in the current reform, of digitalisation as an instrument for the effective guarantee of rights.
L’elaborato si propone di rileggere la recente riforma dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, mettendo al centro la categoria del bisogno collettivo quale fondamento dell’intervento pubblico e criterio ordinatore dell’intero ciclo del servizio, dalla fase genetica alla gestione. Muovendo dalle novità introdotte dal d.lgs. n. 201/2022, il contributo evidenzia come il legislatore abbia procedimentalizzato l’istituzione del servizio, rafforzando la responsabilità politica e giuridica degli enti locali nell’individuazione dei bisogni e nella scelta dell’assetto organizzativo più idoneo a soddisfarli. Vengono poi indagate le nuove prospettive del principio di separazione tra regolatore e gestore e il ruolo del contratto di servizio quale snodo centrale delle garanzie: attraverso obblighi informativi, clausole di monitoraggio, penalità e forme di ristoro dell’utenza, esso assume, nel contesto della riforma, una rinnovata centralità. L’ultima parte è dedicata al tema dell’adattabilità dei servizi erogati in relazione alle esigenze in continua evoluzione. Questo profilo è approfondito alla luce delle regole sulle modifiche contrattuali, mostrando come i limiti del Codice dei contratti possano ostacolare un adeguamento tempestivo delle prestazioni. Da ultimo, si evidenzia il ruolo potenziale, ma non pienamente valorizzato dalla riforma, della digitalizzazione come strumento di garanzia effettiva dei diritti.
