Sommario:
1. La localizzazione degli SDGs come imperativo democratico.
2. Il quadro internazionale: dalla governance multilivello agli strumenti giuridici locali.
3. Gli strumenti dell’Unione europea per la localizzazione degli SDGs.
4. Co-governance dei beni comuni come strategia di localizzazione degli SDGs.
5. Analisi comparata dei casi studio.
5.1. Lo scenario italiano: tra ricognizione e costruzione.
5.2. Dagli usi civici urbani all’autogoverno riconosciuto: il caso di Napoli.
5.3. Istituzionalizzare la collaborazione urbana: il Regolamento di Bologna e l’ibridazione torinese.
5.4. La territorializzazione della co-governance a Reggio Emilia: il quartiere come bene comune urbano.
5.5. Lo scenario europeo: approcci dichiarativi e innovazione amministrativa.
5.6. Rafforzare la proprietà e la partecipazione dei cittadini: la co-governance di Amsterdam e le partnership pubblico-comunità.
5.7. Costruire comunità autosostenibili: il ruolo della co-governance nello sviluppo economico-sociale di Barcellona.
5.8. Cluj Napoca: co-governance attraverso ricerca e innovazione.
5.9. Verso una rinnovata stagione di co-governance urbana multisettoriale: il caso di Roma.
6. Risultati e limitazioni emergenti dall’analisi empirica comparata.
7. Conclusioni: la co-governance come acceleratore della localizzazione degli SDGs.
Abstract:
The article examines public-private-community partnerships as legal and institutional devices for localising the Sustainable Development Goals. Building on the international and European framework, it analyses regulations, collaborative agreements and co-governance architectures through which cities, civic communities, businesses and knowledge institutions share functions, resources and responsibilities in the stewardship of urban commons. The research adopts an empirical and comparative method and considers the cases of Naples, Bologna, Turin, Reggio Emilia, Amsterdam, Barcelona, Cluj-Napoca and Rome. The findings show that SDGs localisation requires an institutional ecosystem capable of turning civic participation into administrative action and public organisation through enabling public authorities, civic infrastructures, stable collaborative instruments and accountability mechanisms. Co-governance therefore emerges not as an ancillary technique, but as a polycentric form of organising public action, capable of embedding global goals in local contexts and making their implementation a shared responsibility.
Il contributo indaga i partenariati pubblico-privato-comunità come dispositivi giuridico-istituzionali di localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Muovendo dal contesto internazionale ed europeo, analizza regolamenti, accordi collaborativi e organizzazioni di co-governance attraverso cui città, comunità civiche, organizzazioni non governative, imprese e istituzioni della conoscenza condividono funzioni, risorse e responsabilità nella cura dei beni comuni urbani. L’indagine adotta un metodo empirico-comparato e considera i casi di Napoli, Bologna, Torino, Reggio Emilia, Amsterdam, Barcellona, Cluj-Napoca e Roma. I risultati mostrano che la localizzazione degli SDGs richiede un ecosistema istituzionale capace di trasformare la partecipazione civica in azione amministrativa e organizzazione pubblica, mediante amministrazioni abilitanti, infrastrutture civiche, strumenti stabili di collaborazione e meccanismi di accountability. La co-governance emerge così non come tecnica accessoria, ma come forma di organizzazione policentrica dell’azione pubblica, idonea a radicare gli obiettivi globali nei territori e a renderne condivisa l’attuazione.
