Sommario:
1. Considerazioni di apertura.
2. Proporzionalità e ragionevolezza nell’utilizzo dei golden powers.
3. L’autonomia negoziale tra libertà economica e intervento pubblico. Il problema della “prescrizione d’obbligo” sulla causa del negozio.
4. Segue. I confini (labili) dell’autonomia privata e «le interferenze» alle libertà economiche nell’interpretazione del giudice europeo.
5. Spunti “conclusivi”.
Abstract:
This paper analyzes the principle of proportionality as applied to government “golden powers” and the ‘interrelationships’ between state power and private autonomy, particularly in light of the case law of the Court of Justice of the European Union and that of “domestic” administrative courts.
Il presente contributo esamina le «interferenze» dei golden powers sull’autonomia privata, con specifico riferimento ai principi di proporzionalità e ragionevolezza che devono governare l’esercizio dei poteri speciali del governo nei settori strategici dell’ordinamento. Muovendo da una lettura epistemologica del fenomeno, il lavoro approfondisce il rapporto tra autonomia negoziale e potere di veto governativo attraverso due distinte prospettive: da un lato, l’analisi del test di proporzionalità applicato ai poteri speciali, con particolare riguardo alla recente vicenda in ambito bancario, nella quale il Tar Lazio ha per la prima volta annullato parzialmente un d.P.C. di golden power per violazione del principio di proporzionalità; dall’altro, l’esame dei limiti alle libertà economiche nell’interpretazione del giudice europeo, con riferimento alla pronuncia della Corte di giustizia Ue nella causa C-106/22 (Xella). L’analisi evidenzia come le «prescrizioni d’obbligo» imposte nell’esercizio dei poteri speciali possano incidere sulla causa del negozio giuridico, con ricadute sistemiche sul rapporto tra discrezionalità amministrativa, indirizzo politico e autonomia privata, e propone una rilettura dell’istituto alla luce dei principi del diritto amministrativo.
