Sommario:
1. Luoghi per lo sport e attraversamenti dei rapporti fra pubblico e privato.Cenni di introduzione
2. Soggetti e luoghi per lo sport tra pubblico e privato
2.1. Il coinvolgimento di soggetti non pubblici attraverso il regime proprietario dei luoghi per lo sport
2.2. Il coinvolgimento dei privati nella gestione dei luoghi
3. Oltre l’orizzonte dell’economicità…
4. …e verso una rifunzionalizzazione del principio concorrenziale
5. Per tornare ai beni. Cenni di conclusione.
Abstract:
The essay reflects on the evolving dynamics of public and private involvement in the construction, management, and care of sports facilities and spaces, viewed through the lens of social inclusion and cohesion. The paper analyses the impact of the constitutional recognition of sport (Art. 33 of the Italian Constitution) and the innovations introduced by the sports reform (Legislative Decree No. 38/2021). These developments move sports venues beyond their traditional classification as mere operational assets, reconfiguring them as «goods of public interest» capable of generating direct benefits for local communities.
The dialogue between the public and private sectors is examined not only in light of financial requirements or investment yields, but also through the paradigm of shared administration and horizontal subsidiarity. The text explores the mechanisms for involving sports associations and clubs (particularly non-profit organisations and Third Sector entities). In this context, the re-functionalisation of the principle of competition acts as a means to balance and integrate market logic and public asset profitability with the social utility value of sport.
Ultimately, as suggested throughout the essay, this reflection on spaces for sport expands to encompass «unconventional venues» as well as urban regeneration models for public spaces (such as Collaboration Pacts for Commons).
Il saggio riflette sulle dinamiche evolutive della presenza di soggetti pubblici e privati nella realizzazione, gestione e cura dei luoghi e degli impianti destinati alla pratica sportiva nella prospettiva dell’inclusione e coesione sociale. Il lavoro analizza l’impatto sulle stesse della costituzionalizzazione dello sport (art. 33 Cost.) e delle novità introdotte dalla riforma dello sport (d.lgs. n. 38/2021), nella direzione del superamento da parte degli impianti sportivi della mera dimensione di beni strumentali, e della configurazione degli stessi in termini di «beni di interesse pubblico» capaci di generare utilità dirette per le comunità territoriali.
Il dialogo tra pubblico e privato viene riguardato oltre che alla luce delle esigenze economico-finanziarie o di rendimento dell’investimento, in relazione al paradigma dell’amministrazione condivisa e della sussidiarietà orizzontale. Il testo esamina i meccanismi di coinvolgimento delle associazioni e società sportive (specialmente non profit e del Terzo settore). La ri-funzionalizzazione del principio di concorrenza opera in questo senso come possibilità di bilanciare e integrare le logiche di mercato e di redditività dei beni pubblici con il valore sociale d’uso dello sport.
La riflessione sui luoghi per lo sport abbraccia, dunque, nella prospettiva suggerita dal saggio, anche i «luoghi non convenzionali» per lo sport e i modelli di rigenerazione urbana degli spazi (si vedano i Patti di collaborazione per i beni comuni).
